“L`orologio parallelo” di Monica Baldacchino, Cinzia Baldini, Michele Gentile,
Da un`idea di Gianni Maritati

Il tempo scorre e scandisce i secondi: TIC TAC fa l`orologio! Un orologio che lascia traccia del suo andare. Un andare che viene e che va come il tempo del nostro esistere. Va e torna per donare gioia, dolore, ricordi e sentimenti sempre più diversi che colmano il trascorrere degli eventi di una o più vite tra loro apparentemente differenti eppure unite a quel filo immaginario chiamato “Tempo”.

Queste le prime sensazioni avvertite nella lettura delle parole risonanti tra le righe dei racconti che compongono questa trilogia. Un`idea nata dalla ricca mente e attenta anima giornalistica e letteraria di Gianni Maritati.

“L´orologio parallelo”, un`opera che raccoglie i racconti scritti da tre autori diversi: Monica Baldacchino con “La città sul volante”, Cinzia Baldini con “Il pianista maledetto” e Michele Gentile con “L`angelo di cioccolata”. Due donne e un uomo che rendono il “Tempo” il tema principale dei loro racconti e ne fanno il protagonista nella scena di vite diverse.

Apre la trilogia il racconto di Michele Gentile, “L`angelo di cioccolata”. E` in questa narrazione che lo scoccare dei secondi si insinua nelle vite quasi riprodotte di personaggi già esistiti e che con toni letterariamente ben scelti colgono la magia del ritrovare un figlio perduto, una dolcezza quasi dimenticata nella quotidianità di una famiglia che sembrava ormai aver perso la voglia di vivere. È proprio lo scorrere dei minuti e dei giorni narrati dall`autore del racconto, Michele Gentile, che dona ad ognuno dei suoi personaggi un`altra chance. Il tempo non torna, ma può donare un presente e un futuro migliore, se si ha l`umiltà e l`intelligenza di riconoscerlo. E´questo il messaggio che ho saputo interpretare in questa prima narrazione. Un racconto nel quale la casualità temporale permette una rinascita di sentimenti molto diversi tra loro, ma tutti con un unico scopo: donare vita. Il narratore ha saputo cogliere, con toni particolarmente sensibili gli aspetti più poetici del rapporto uomo-donna e genitori-figlio attraverso il battito di un attimo, un minuto …. una vita.  

“La città sul volante” di Monica Baldacchino, un racconto che dà movimento, spazio e voce al protagonista principale: il “Tempo”. Un elemento questo, tanto temuto e a volte anche molto atteso. Nella sua narrazione, il tempo corre lontano dando vita ad incontri di personaggi diversi che si intrecciano tra passato e presente, come in unica clessidra pronta a ricominciare il suo scorrere di sabbia. L`autrice, Monica Baldacchino, ha saputo concretizzare, agli occhi del lettore impaziente di conoscere l`evolversi dei fatti, il concetto, apparentemente astratto, di “corsa al tempo”. Una corsa all`interno di una città splendidamente descritta in pochi, ma accorti, accenni uniti tra un passato e un presente in grado di annunciare il futuro. Il tempo si realizza in questa storia come una raffica di vento pronta a spazzar via tutto ciò che incontra catturando, senza tregua, l`attenzione del lettore che diversamente rischierebbe di perdersi tra un secondo ed un minuto.

Ecco poi che il “Sig. Tempo” fa il suo ingresso trionfale nel racconto di Cinzia Baldini, “Il pianista maledetto”. Una sinfonia di parole senza inizio e senza fine perché parte integrante della narrazione.

Qui le lancette del tempo scorrono indisturbate lasciando il posto alle emozioni che rapiscono il lettore in un`apparente timore di non riuscire a sostenere il ritmo delle sensazioni enunciate e descritte con profonda eleganza stilistica. L`espressione letteraria dell`autrice sa essere talmente vicina alla realtà di chi legge che neanche un`onda anomala di suoni e parole potrebbero convincere il lettore a volgere la sua attenzione altrove. Lo scorrere di pensieri e immagini, descritte con una serenità che il “Sig. Tempo” non consente, ma la vita sì, fanno da cornice discreta alla verità che molti temono: il “Sig. Tempo” arriva e non ripete le sue intonazioni perché già trascorse. Una vita unica, come lo è quella di ognuno di noi, trova la sua dimora in ogni sillaba che Cinzia Baldini sa esprimere come note danzanti su un pianoforte che tempo non ha. E´ con questa melodia, che indica il cammino verso un luogo infinito e ben custodito nel ricordo di chi resta, che “L`orologio parallelo” si conclude. E´la certezza che il “Sig. Tempo” non potrà trovare la sua oscura dimora nelle vite di coloro che riconoscono la sua esistenza, bensì lo accoglieranno luoghi senza confini ove verrà considerata la sua matura utilità.

 

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