A scuola con portamento di Antonella SguegliaProfonde riflessioni, parole scritte e non dette. Quanti libri colmi di pensieri unici e desiderosi unicamente di distinguersi per la loro particolarità letteraria e di pensiero. Finalmente la mia attenzione viene rapita da un titolo apparentemente poco significativo: “A scuola con portamento” di Antonella Sgueglia.

Incuriosita e con il desiderio di tornare anche per poche ore tra i banchi di scuola decido di leggerlo. Con piacevole stupore scopro dopo poche righe che il racconto che mi sta facendo compagnia appartiene a quel tipo di narrativa dalla quale non puoi allontanarti se non prima di aver concluso tutto il libro sino all`ultima sillaba. Mi accorgo inoltre che non ha molto a che fare con il consueto concetto di “scuola” e così continuo a lasciarmi sorprendere!

Con avidità scorro le righe che compongono le pagine di questo romanzo e, in modo quasi inatteso, mi accorgo che a colpirmi non è essenzialmente l`eccessiva profondità letteraria della narrazione, o la sua consistenza filosofica o altro, bensì la particolare e attenta capacità dell`autrice di saper comunicare la semplice e quanto mai attuale storia di un gruppo di adolescenti dei nostri giorni, o forse di ogni tempo. E` nell’apparente leggerezza della storia che si evidenziano le immagini di due mondi a confronto. Due realtà attraverso le quali la matura ragionevolezza, mista ad un pizzico di sensibile tenerezza, fanno da cornice preziosa a tutta la storia donando all’intero evolversi narrativo una nota estremamente interessante rivolta fondamentalmente ad ogni tipo di lettore. Un confronto privo di barriere generazionali in cui una madre, una figlia e una zia sanno esprimere tutto il loro amore e le loro insicurezze dimostrando di saper crescere insieme. Dove il timore di non saper vincere le proprie paure adolescenziali e la paura di sognare si stringono attorno ad una dichiarata coalizione femminile rivalutando anche uno dei valori di vita più importanti: l`amicizia.

Un`ulteriore rivelazione fondamentale di questo romanzo è un sogno custodito in molte anime femminili e non: quante di noi da giovani, e forse anche da adulte, hanno sognato di fare la modella o semplicemente di migliorare se stesse? Molte! Ebbene, leggere “A scuola con portamento” è l`occasione che si attendeva per migliorare ciò che non ci soddisfa in noi stessi. Questa prima opera letteraria di Antonella Sgueglia si potrebbe definire un manuale di com-portamento, una storia al femminile, mentre in realtà ci accorgiamo che è molto di più. Perché? Perché l`autrice ha saputo rivolgere le sue vive capacità letterarie e narrative ad un pubblico senza età. In parte desideroso di rispolverare i ricordi degli ormai superati anni adolescenziali ed in buona parte alle prese con le proprie paure, come ad esempio la paura di non piacere ai compagni di scuola o ai colleghi d`ufficio. Il suo romanzo è, agli occhi di un attento lettore, capace di leggere oltre le righe, un prezioso diario di vita e di crescita. In grado di saper affrontare con profonda sensibilità e viva scorrevolezza letteraria anche un tema molto attuale: “il diverso”. Sapendo offrire i suggerimenti necessari, a chi ha l`umiltà di seguirli, capaci di migliorare i propri atteggiamenti, movimenti e comportamenti.

E´quindi con la ferma convinzione di aver trascorso alcune piacevoli ore insieme ad un romanzo educativo e diverso da molti altri che invito in particolar modo genitori e non, figli e non, a far parte di coloro che hanno letto “A scuola con portamento” di Antonella Sgueglia.

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