XXIII Festa del Libro e della Lettura di Ostia

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PRISMA – Anno IX – Numero 294 – 28 aprile 2018

FRANCESCA FAIELLA PROSEGUE LA SUA RICERCA STORICA E TOPONOMASTICA CON IL BEL SAGGIO “IL QUARTIERE LINEARE”

Appena pubblicato, il nuovo libro di Francesca Faiella, presidente dell’Associazione culturale Alta Marea, ci introduce nella multiforme ricchezza storica, paesaggistica e artistica della parte sud di Roma. Si intitola “Il quartiere lineare. Dalle Mura Aureliane al mare di Ostia” e si avvale delle bellissime foto di Cristiano Lollobrigida (Lulu edizioni).


E’ un vademecum prezioso, un informatissimo diario di viaggio che percorre luoghi e protagonisti fra archeologia, bellezza, cultura e curiosità, con grande attenzione alle illuminanti rivelazioni della toponomastica e agli aneddoti curiosi e sorprendenti. Lungo la direttrice della ferrovia Roma-Lido, voluta per ricollegare finalmente dopo tanti secoli la Città Eterna con il suo litorale, si sarebbe dovuto sviluppare, infatti, secondo le intenzioni dell’urbanista Virgilio Testa nel 1928, un “quartiere lineare”: il progetto poi è naufragato ma stimola oggi l’autrice a fare propria quella felice intuizione, a ripercorrere perciò con ricchezza di dati e di riferimenti la storia dei numerosi quartieri sorti lungo la linea ferroviaria. Il saggio si sofferma infine su Ostia, sbocco di Roma sul mare, che lo stesso Testa definiva “il nuovo rione marino della metropoli futura”. Anche qui, sempre con stile chiaro e divulgativo, l’autrice procede sicura e informata, intrecciando il suo vivace racconto con testimonianze d’epoca e interviste ai residenti.

“LA TERZA SORELLA” DI ROSSELLA CIRIGLIANO (DI ANNA RIZZELLO)

E’ un’opera fantastica e uso questo termine non solo perché frutto di fantasia ma anche perché veramente bella, straordinaria, fuori dal comune, direi originale: una vera e propria opera teatrale in due atti!
Rossella Cirigliano è una donna dall’animo “luminoso” proprio come Lei dice di sua zia, alla quale ha dedicato questo libro.


La storia, molto intrigante, viene raccontata da Sabrina perché sollecitata dal suo amico fantasma Lucio, spiritus loci di Porta Gaia.
Leggendo il libro, sin dalle prime pagine, si viene travolti dal desiderio di immergersi in quel realismo fantastico di cui è impregnata l’opera, scritta in un italiano parlato che facilita la lettura, la comprensione e la voglia di dipanare sempre più la matassa del romanzo!
I ricordi dell’infanzia, pieni di dolcezza, le descrizioni poetiche dei luoghi lucani, alternandosi ai fatti realmente accaduti nel passato, evidenziano le caratteristiche abitudini, tipiche del paesino. Qui non si parla e non solo perché ogni famiglia ha i propri segreti, ma anche perché (come dice la scrittrice) ci sono delle cose che non si devono far sapere in giro… per il buon nome del paese!”… Così tante cose in quest’opera accadono e si sanno, ma si devono nascondere e… si lasciano cadere nel dimenticatoio fino a che qualcuno cercherà segretamente e… troverà qualcosa di tragico.
Il fantasma da un lato e Sabrina, la narratrice, dall’altro, nel loro investigare tornano indietro nel tempo e, tra indizi e ricordi, trovano il modo di disseppellire il passato, specialmente se doloroso! Ed ecco che sensazioni indescrivibili, con fatti che suscitano vive emozioni, si affacciano non appena la verità viene a galla da quelle storie sepolte nella memoria, quelle scene sopite alle quali viene ora tolto il velo.
Oltre duecento pagine, che si leggono d’un fiato, formano quest’opera stupenda della quale non si dimenticherà la trama.
E questo non è poco!

“DOMANI A MEMORIA”: I GRANDI CLASSICI DELLA POESIA (COM. ST.)

Michele Mirabella legge le più belle poesie italiane nell’audiolibro ‘Domani a memoria’, prodotto da Volume Audiobooks. Da Giovanni Pascoli a Giacomo Leopardi passando per Dante Alighieri e Giosuè Carducci, 27 classici della poesia italiana da conoscere e sapere a memoria. “Domani a memoria – sottolinea il linguista e filologo Luca Serianni nell’introduzione – è un titolo che allude ironicamente (e forse nostalgicamente) alla prescrizione tipica di una scuola del tempo andato. Il suo fascino sta soprattutto nella capacità di lettura dell’interprete: a un tempo duttile, come si conviene a testi tanto diversi che vanno rispettati nella loro individualità, e personale. Sono irresistibili, tra le altre, le letture della Fontana malata di Palazzeschi, con le sue onomatopee, o i dialoghi, in cui Mirabella riesce a dare timbro e spessore diversi ai vari interlocutori, come in un celebre apologo del La Fontaine, La cicala e la formica, o negli scambi di battute che scandiscono La notte santa di Gozzano“. L’audiolibro “Domani a memoria” è disponibile su iTunes e Audible.it in digital download.

IL RITORNO DI EDENLANDIA (Di Nunziante Valoroso)
Sta per riaprire il famoso parco tematico di Napoli Fuorigrotta

In questi giorni a Napoli c’è grande fermento… non solo per il probabile scudetto ma anche perché pare che stavolta ci siamo. Edenlandia riaprirà al pubblico prestissimo, probabilmente entro il mese di maggio. È un vero avvenimento, che segna la restituzione alla città ed alla regione e, perché no, a tutta Italia, di quello che fu il primo grande parco di divertimenti realizzato in Europa, sulla scia di quella meraviglia d’oltreoceano che era Disneyland, dopo la decadenza degli ultimi venti anni, il cambio di gestione ed una procedura fallimentare, per fortuna risolta.
Edenlandia fu inaugurata nel 1965 e, per circa venti anni, rimase qualcosa di unico, una meta turistica visitata da tutti gli italiani, sede anche di manifestazioni prestigiose come i premi di pittura organizzati dal settimanale “Topolino” e della prima ambasciata italiana dell’Unicef. Chi entrava ad Edenlandia notava subito lo sforzo di tematizzazione effettuato nella costruzione, con tantissimi siti ed attrazioni che erano evidentemente una replica molto riuscita di analoghe attrazioni presenti a Disneyland. Il Castello richiamava quello della Bella Addormentata di Fantasyland, mentre nel lago era posizionato il Vascello dei Pirati, epigono di quello di Capitan Uncino presente ad Adventureland. Non mancava la giostra dell’elefantino Dumbo (qui chiamato Jumbo) e l’avvincente percorso sui tronchi derivava direttamente dai “Pirati dei Caraibi” di Walt Disney. Molto particolare il Maniero degli spettri, la cui torre principale era provvista di occhi e mani minacciosi. Le streghe e gli scheletri presenti al suo interno erano una chiara trasposizione delle atmosfere terrificanti del dark ride di Biancaneve di Disneyland. Immensamente popolare era poi la “Vecchia America”, un viaggio attraverso una cittadina del Far West perfettamente ricostruita. Un piccolo grande capolavoro era poi il percorso del trenino che, da una stazioncina dalle atmosfere tirolesi, attraversava tutta una serie di mondi fantastici, in una sorta di viaggio in una vera e propria Disneyland in miniatura: il Polo Sud, gli abissi marini, la miniera dei sette nani, la spada nella roccia, la casetta di Biancaneve e, in anni più recenti, il Circo e il mondo degli Smarties, in una fantasmagoria di suoni e colori.


In seguito, al parco si aggiunsero un cinema in 3d, il Viaggio di Sogno (una attrazione ispirata al Mondo Piccolo di Disneyland) e un teatro per la rappresentazione di spettacoli. Di tutte le attrazioni, però, quella più affascinante e, col tempo, terrificante, è rimasta sempre il Castello. Negli anni ’60 era denominato “Castello Magico” e, al suo interno, si trovavano i classici “specchi deformanti” e una stanza che, grazie a delle illusioni ottiche e a giochi di luce, cambiava continuamente gli interni senza bisogno che i visitatori si muovessero. Negli anni ’70 fu completamente ristrutturato negli interni e presentò una vera e propria trama, in parte mutuata dalla Haunted Mansion di Disneyland. Con una zattera motorizzata i visitatori venivano condotti al vascello pirata, nel cui interno un pirata (un manichino animato animatronico) li metteva in guardia su quanto avrebbero visto. Arrivati al Castello, i malcapitati venivano accolti dal famigerato Lord Sheidon, un sanguinario assassino il cui minaccioso ritratto, mentre egli raccontava le sue malefatte a base di prigionia e vivisezione, diventava un orrido scheletro. Nella seconda stanza i visitatori venivano bloccati e, lentamente, il soffitto cominciava ad abbassarsi. Infine, sfuggiti al perfido Lord, venivano salvati da uno spirito guida e, dopo aver ascoltato i consigli della Donna nella Sfera di Cristallo (“la vita è un batter di ciglia”), venivano fatti uscire attraverso un cimitero popolato di fantasmi. Genuinamente terrificante, soprattutto per i più piccoli, nel corso degli anni l’impatto del Castello venne addolcito: al ritratto scheletro fu sostituito un busto parlante sempre ispirato ad un originale disneyano; l’interno venne reso più luminoso e, francamente, l’effetto “magico” ne fu sminuito. Chissà come è stato impostato il restauro: la curiosità di vedere se ci sarà un ritorno alle atmosfere “dark” oppure se si sia preferita una versione più “soft”, come in tempi più recenti, è tanta. Un’altra sorpresa potrebbero essere le aggiunte al percorso del trenino, annunciate da alcuni articoli in rete, di un “castello di ghiaccio” in stile Frozen, e del Pozzo dei desideri di Biancaneve, oltre al ritorno della miniera dei sette nani.

IL CINEMA DI MARIO DAL BELLO

Arrivano i Prof

Che fare quando al Manzoni (autore che qualcuno vorrebbe togliere dalla scuola), liceo scientifico, i promossi alla maturità sono meno del cinquanta per cento? Il provveditore non ha dubbi. Arruola una squadra dei peggiori prof e la manda ad insegnare ai peggiori alunni. La cosa o andrà malissimo o funzionerà. Comincia così l’esperimento. Bisogna dire che i prof ce la mettono tutta con i loro metodi. La prof d’inglese usa il metodo violento come quello di educazione fisica, il timido docente di storia è fissato con Giulio Cesare, la prof d’italiano esibisce la sua forma perfetta facendo svenire qualcuno, quello di chimica non parla ma fa esperimenti rovinosi, quello di matematica è del tutto fuori schema. Sembrano dei matti, e il provveditore ne gode, perché così la maturità andrà malissimo, il Manzoni chiuderà e tutti saranno costretti a frequentare il suo superistituto privato. Ma le cose non andranno proprio così. Sembra una farsa il film diretto on astuzia da Ivan Silvestrini e le battute farsesche non mancano. Ma poi vira sulla commedia e anche sul serio: qualche frase buttata qua e là la dice lunga sul bisogno di una scuola efficiente, di prof appassionati – come sono in fondo questi sgangherati (in apparenza) – di cultura. Il film non è così superficiale come si potrebbe pensare. In tempi di diseducazione degli studenti, di attacchi ai prof, il lavoro dà una sua risposta, furbetta ma sincera. Mette allegria il filmetto sprizzante di Silvestrini ma lascia spazio alla speranza. Claudio Bisio, Maurizio Nichetti, Lino Guanciale e Rocco Hunt si divertono un mondo e sono credibili. Una commedia giocosa, un’opera buffa che dice briciole di verità.

Anteprima
Il dubbio – Un caso di coscienza

Premiato a Venezia nel 2017 il film di Vahid Jalilvand, nato a Teheran nel 1976, è un dramma esistenziale condotto con uno stile asciutto, rigoroso, una pièce teatrale di forte significato morale. Il dottor Narima, molto stimato, investe senza volerlo un motociclista e la sua famiglia, ferendo un bambino di otto anni. Vorrebbe portarlo in una clinica vicina, ma il padre si rifiuta. Qualche giorno dopo, il medico si accorge che il piccolo è morto proprio nel suo ospedale e la diagnosi è per una malattia. Da questo momento egli entra in una tempesta del dubbio: e se fosse stato lui la causa della morte con l’incidente e non come sostengono i medici, sua moglie compresa, un cibo avariato che ha mangiato? L’uomo si dibatte, entra in contatto con i genitori del bimbo, gente povera e disprezzata, succube dell’ingiustizia sociale. Il medico prova a reagire, ma è prigioniero dei suoi dubbi, delle sue paure. Quando reagirà, forse sarà troppo tardi per sciogliere il tormento derivato dalla mancanza di coraggio. Recitato splendidamente, fotografato con frequenti primi piani indagatori, immerso in una società dalle forti diseguaglianze, il film è un thriller psicologico spiazzante, un atto d’accusa verso la vigliaccheria di noi esseri umani, preoccupati di mantenere l’immagine di noi stessi e incapaci di fare il bene fino in fondo. Rimanendo così irrisolti con i nostri dubbi. Da non perdere.

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PRISMA. Di Gianni Maritati. Con la collaborazione di Ruggero Pianigiani PER RICEVERE LA NEWSLETTER, MANDARE UNA MAIL A: G.MARITATI@TISCALI.IT

Arriva la XXII Festa del Libro e della Lettura di Ostia!

PRISMA – Anno VII – Numero 275 – 2 dicembre 2017

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI

Care Istituzioni,

durante la 21.esima Festa del libro di Ostia, che si è svolta il 25 e 26 novembre scorso organizzata dall’Associazione culturale Clemente Riva di Ostia, tanti cittadini del X Municipio di Roma e non solo hanno “votato”, su nostro invito, per segnalare proposte concrete nell’ambito dell’arte e della cultura. Facendo sintesi di queste proposte e facendomi portavoce di questo prezioso contributo, ecco che cosa vi chiedono i cittadini:

1) l’istituzione di una o più Case della Cultura – sia al chiuso che all’aperto – dove possono svolgere le loro iniziative le Associazioni culturali che rendono un servizio utile alla collettività: mostre d’arte, spettacoli teatrali e musicali, presentazioni di libri, ecc
2) la nascita di una terza biblioteca comunale dopo la Morante di Ostia e la Onofri di Acilia
3) l’apertura di una Facoltà universitaria legata agli studi sul mare
4) l’istituzione di un tour turistico (garantito da una linea pubblica d’autobus) che collega tutte le bellezze archeologiche e artistiche locali; un tour preparato da incontri e conferenze con esperti
5) la valorizzazione turistica del lungotevere di Ostia (via Tancredi Chiaraluce) e della relativa “Isola Tiberina” di Ostia (la cosiddetta Isola dei Cavalli)
6) la promozione – con patrocinio – di una serie di incontri di poeti, scrittori e artisti nelle scuole
7) la valorizzazione delle identità regionali presenti sul territorio come quella della comunità sarda
8) la promozione di rappresentazioni teatrali e concerti gratuiti nelle piazze

Gianni Maritati
Pres. Associazione culturale Clemente Riva di Ostia

21.ESIMA FESTA DEL LIBRO DI OSTIA. CONCORSO TEATRALE
“TUTTA SCENA!”. CLASSIFICA FINALE

FRANCIONE Gennaro – “La casta dei buffoni”
MARGUCCIO Antonio – “Il Santo sulla colonna”
DE CHMIELEWSKI Rodolfo – “Cornelia”
4. POSTO A PARI MERITO:
SCILLAMA’ CHIARANDA Carlangelo – “Norina e le altre”
CASANO Maria Angela – “Amori contrasti e un oceano di gelo”,
DE CHMIELEWSKI Rodolfo – “Matteo il pubblicano”
NAPOLITANO Anna – “Resurrezione”

 

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XXI Festa del libro e della lettura di Ostia

La XXI Festa del libro e della lettura di Ostia il 25-26 novembre 2017

“LIBRI IN PALCOSCENICO”

INGRESSO LIBERO E GRATUITO PRESSO IL TEATRO DI 
S.MONICA, PIAZZA S.MONICA, 1, OSTIA LIDO (ROMA)

XXI FDL DI OSTIA